La Villa Reale – prestatemi un bambino

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Che sia un maschietto, una femminuccia, un paio di gemellini, oppure un gruppo di compagni di scuola non mi importa, va bene tutto: posso arrivare a trascinare perfino un passeggino o dedicarmi a biberon e pannolone qualora vostro figlio fosse molto piccolo, ma, vi prego, prestatemi un bambino che abbia meno di 12 anni! Necessità sfrenata di prove di paternità? No, non ancora. Vorrei solo entrare negli splendidi giardini della Villa Reale di Palestro ma un cartello bello in vista affisso sul cancello d’ingresso recita “Divieto d’accesso se non accompagnati da un bambino di età inferiore ai 12 anni”. S.O.S.! Giuro che ve lo restituirò integro e contento, anche perché il parco della Villa Reale (o Villa Belgioioso o Villa Bonaparte; insomma chiamatela come volete) offre un’oasi perfetta al centro di Milano, un giardino segreto e misterioso dove i bambini possono giocare, riposarsi, divertirsi, senza troppa interferenza adulta. Un parco tutto per loro, he ce li fa invidiare alla grande!

E chi li accompagna non può che godersi le splendide e scenografiche architetture neoclassiche di Pollock, ammirare la facciata della villa, passeggiare tra i ridenti vialetti, sostare al tempietto greco dedicato all’Amore, attraversare ponticelli, scrutare cigni e anatroccoli nuotare nei laghetti e riposarsi sotto arcadici bersò. Tutto questo in un solo parco. Lì dove, tra le consuete vicissitudini storiche di Milano, hanno sostato sia Napoleone che Radetzky.

Ma prima di andarvene non dimenticatevi di passare al GAM (Galleria d’Arte Moderna), ospitata all’interno delle sue sale, o al PAC (Padiglione di Arte Contemporanea), costruito lì a fianco.
Poi, lì vicino, si affaccia un altro parco che ospita il cosiddetto Teatro di Verdura.

Ma questo è un altro post…