Fondazione Prada – i nuovi mecenati

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Un tempo reali, dinastie, famiglie papali, alta nobiltà si facevano guerra, oltre che con le armi, con la magnificenza delle opere letterarie, architettoniche, culturali ed artistiche che sovvenzionavano. Più alta era la torre più potente il casato; più ricco il palazzo più importante la dinastia; più ricca la cattedrale più credibile il papato.
Tolte le motivazioni e talvolta le modalità, questa gara al prestigio ci ha regalato una nazione dal patrimonio artistico invidiato dal mondo intero.

Oggi i grandi mecenati, che non si battono più a duello, (per lo meno quello fisico) sono le grandi famiglie industriali, le aziende importanti, le grosse multinazionali, le banche e le tante e prestigiose case di moda che oltre ad esportare il loro e nostro marchio nel mondo si prendono carico di restituire sotto loro nome importanti opere restaurate, nuove aree verdi, zone urbane rinnovate e reinventate e così pure vecchi edifici, fabbriche e cantieri che si trasformano in aree di incontro, scambio culturale, mostre, ed eventi.

Tra queste ultime si colloca la neo-nata Fondazione Prada, Largo Isarco 2, Milano. Zona scalo di Porta Romana dal lato di via Brembo. Una distilleria del 1910, in parte mantenuta, in parte sventrata, reinventata, riconfigurata, e addirittura dorata. Così lo spazio torna alla città come una nuova area interculturale che ospita al momento diverse mostre di arte contemporanea, permanenti e non. Se sia pù interessante il contenuto o il contenitore lo lascio al gusto, alla sensibilità artistica e al registro comunicativo di ognuno di voi. Un luogo da discutere e per discutere.

Altro nuovo frutto del mecenatismo milanese sicuramente  è “Armani Silos”, il castello di Re Giorgio.

Ma questo è un altro post…

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