Piazza Missori – il dente cariato di Milano

IMG_6472[1]

Piazza Missori, dedicata proprio a quel Giuseppe nato a Mosca, combattente nelle famose 5 giornate di Milano, partito coi Mille alla volta della Sicilia al seguito del ben più famoso Giuseppe Garibaldi, è da poco tornata alla sua città in una veste rinnovata e restaurata: fiori, spighe,prato, sedute , una nuova pavimentazione…insomma più uno slargo verde che una vera piazza ma sicuramente meglio di prima.

Ma questo non è certo colpa del nuovo restauro, anzi… Purtroppo il cambio di identità della piazza è colpa dei rimaneggiamenti urbanistici dei primi decenni del 900. Tutto inizia a cambiare con l’abbattimento dell’intero quartiere del Bottonuto, che da piazza Duomo si spingeva fino a lì, trovando poi una fine “necessaria” con l’arrivo dell’asse viario via Mazzini-corso Italia tra gli anni 40 e 50. Unica cosa rimasta in piedi è quel rudere in mattoni rossi al centro di via Albricci dalla forma così simpatica da meritare il nome di “dente cariato”.

Mura romane? Vecchie resti di fatiscenti abitazioni? No. Un abside! San Giovanni in Conca. Come ogni piazza anche piazza Missori aveva la sua chiesa: di origini paleocristiane, venne chiamata così per un avvallamento del sito di costruzione. Dal V-VI fino al XX secolo ha subuito numerose trasformazioni: ha visto passare il Barbarossa, è divenuta cappella di palazzo dei Visconti, ha ottenuto un campanile, è passata ai carmelitani, è stata accorciata e pure adeguata al nuovo asse urbano ed infine abbattuta., lasciandoci a vista, solo i resti di quell’abside che tutti chiamano “dente cariato” senza conoscerne i fasti e la santità.

Ma se amate giocare a puzzle non disperate: San Giovanni in Conca la potrete ricostruire in una visita dissociata.

1-Sotto piazza Missori, con ingresso esattamente dietro il “dente” rimane intatta la meravigliosa cripta, unico esempio originale di cripta roma rimasta a Milano!

2-In via Francesco Sforza troverete la facciata ricostruita sul Tempio Valdese.

3-Al Museo Archeologico ecco un mosaico pavimentale del III secolo rinvenuto sotto la cripta.

4-Al museo del Castello troverete invece il monumento funebre di Beatrice Regina della Scala e di Bernabò Visconti che prima erano ospitati proprio in San Giovanni.

Insomma con un po’ di fantasia buona ricostruzione!

Ma sapete invece dove è finita la facciata dell’ormai scomparsa chiesa di San Giovanni alle Case Rotte?

No? Mi spiace. Ma questo è un altro post…

IMG_6471[1]

Annunci

Un bagno nel liberty – il Diurno di Porta Venezia

Il Diurno di Porta Venezia

Ore 13, pausa pranzo, passi per l’affollato corso Buenos Aires e arrivi in piazza Oberdan. Prendi un cheesburger al volo nel fast food lì di fronte e ti siedi un momento per strada. La piazza (che ora stanno finalmente recuperando) ha sempre avuto quel brutto manto stradale rialzato, ma tanto comodo per sedersi un momento. Soprattutto perché fa caldo. Tanto caldo, e pagheresti per una doccia.
E non sai quanto ci sei andato vicino. O, a dir meglio, quanto CI SEI vicino. Sopra.
Vedi le due colonne alle tue spalle? Bene, una di quelle è una canna fumaria, per lo scarico della stufa che scaldava il Diurno di Porta Venezia: il mondo nascosto su cui stai seduto.

Bagni, vasche, docce, asciugamani, spogliatoi, una biglietteria, una stireria, un deposito bagagli e un ufficio postale. E poi manicure, pedicure e persino un fioraio. Qui viaggiatori di passaggio, ma anche molti milanesi, hanno sostato, si sono riposati, ma soprattutto hanno potuto lavarsi e rilassarsi per pochi centesimi, tutto rigorosamente diviso in prima e seconda classe. E prima di ripartire, barba o messa in piega. E’ l’affascinante fermo immagine di una Milano liberty che, ammantato di polvere e poesia, insospettabilmente esiste ancora. Inaugurato nel 1925 e chiuso definitivamente solo nel 2003 con lo sfratto dell’ultimo barbiere.
E’ un’incredibile testimonianza accessibile solo in rarissime occasioni.

Ah…si dice in giro che nel 2016 il Diurno verrà riassegnato con una gara d’appalto, per recuperarlo, restaurarlo e ridefinirne l’uso.

Ma questo -speriamo- è un altro post…

Guarda anche: Flashback – Gli ultimi giorni del Diurno di Porta Venezia