Il giardino delle culture – dove c’era il niente ora c’è…una città 

Sembra di imbattersi in qualche grande città europea (perché, noi dove siamo?! Boh…) vedendo il grande murales di Millo. Chissà dove sarà? Londra? Amsterdam? Berlino? Mi spiace deludere: è a Milano.

Tutto ciò accade e si sviluppa in un’area non troppo grande, ma dismessa da tempo e lasciata all’incuria e all’oblio. Uno di quei posti in cui, passando e guardando, vorresti ci fosse qualcosa. Piuttosto anche un posteggio nuovo, ma non la desolazione di un’area dismessa! Siamo in Via Morosini, angolo via Bezzecca: zona centrale della città, tra corso XXII marzo e piazzale Libia. Di fronte c’è una scuola, vicino il parco, negozi, attività, gente, famiglie, bambini…
E quel brutto spazio (certo non tra i peggiori a Milano), da tempo dimenticato.

Grazie al consiglio di zona 4, al Comune, al Comitato XXII Marzo, a E’-vento, al Teatro Laboratorio Mangiafuoco e al benefattore Lino Faccincani, l’area torna pian piano a vivere e ritrova un’identità.

Quindi? Un bel posteggio? Per bici, auto elettriche o che altro? Un nuovo condominio? L’ennesimo show-room? No.

Eccolo rifiorire nel divertente “Giardino delle culture”. Un nuovo spazio che viene così restituito al suo quartiere e all’intera città: area di svago, gioco, incontro, per i bambini, gli studenti, gli anziani, per tutti. Un concept nuovo di spazio urbano. Un’area pubblica per attività culturali e ricreative. Un vero salotto open-air arredato da fioriere, tendoni, panchine, tavoli. Un pavimento istoriato come quelli che si trovano nelle stanze dei bimbi e due muri di risulta completamente dipinti da Francesco Camillo Giorgino, writer di fama internazionale, in arte Millo.
Un colpo d’occhio sorprendente che fa sorridere occhi e cuore appena lo si scorge. Prima per la soddisfazione di vedere un nuovo progetto realizzato, poi perché non si potrebbe fare altrimenti, di fronte alla bellezza di perdersi a rincorrere il proprio cuore tra i grattacieli disegnati. Città nella città. Nel cuore della città.

Magari partisse un progetto del genere nell’area (ormai abbandonata da troppo tempo!) di porta Vittoria, non molto distante da lì.

Ma questo è un altro post…

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