Le case igloo – stravaganze abitative

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Forse si pensava ad una invasione di eschimesi, forse fu solo l’estro del momento, forse, e molto più probabilmente, Mario Cavallè, eclettico architetto dell’epoca, si ispirò a modelli d’oltreoceano per regalare a Milano 12 case a forma di igloo.

Zona Maggiolina, splendido e poco conosciuto quartiere di Milano, dove sulle ceneri dell’omonima antica cascina sorgono ridenti villette liberty di grande bellezza. Andando da piazza Carbonari verso nord (propio dove la linea ferroviaria si inabissa per arrivare a Garibaldi), dove si fondono il Mirabello con il quartiere post bellico dei Giornalisti, si insinua una certa via Lepanto. Lì sono ancora otto gli igloo visibili.

Sempre il nostro Cavallè, evidentemente, aveva pensato anche ad una forte immigrazione di gnomi e folletti edificando, sempre in via Lepanto (chiamata anche non a caso via degli gnomi), due case a forma di fungo. La tipica Amanita Muscaria: tetto rosso con pois bianchi! Queste, però, furono abbattute a fine anni ’60.

Ma, tra una bella villa e l’altra, non mancherete di notare (chicca per i più appassionati di architettura) la casa palafitta, che l’architetto Luigi Figini progettò nel 1935 su modello delle costruzioni europee di Le Corbusier. Qualche pilastro circondato dal vuoto e una scala che porta alla sovrastante abitazione.

Fatevi un giro in questa zona e perdetevi tra le vie, sontuose e silenziose. E poco più in là non dimenticate di buttare un occhio tra i cancelli della quattrocentesca Villa Mirabello. Dove in uno dei cortili fa bella mostra una delle tre fontane del drago esistenti.

Ma questo è un altro post…

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