Parco Portello – nel DNA dei Milanesi

IMG_6370

Lì dove si svolta in via De Gasperi per dirigersi a nord verso le autostrade si più sostare in una nuova area verde (nata nel 2012) chiamata Parco Portello e progettata dai designer Kipar e Jencks. Un parco da trovare, per ritrovare e ritrovarsi.

Da trovare. Sopraelevato rispetto al livello della strada, lo si raggiunge attraverso i due ponti che attraversano le principali arterie adiacenti o tramite grosse scalinate. Ne si scorge tuttavia dalla strada la cima bizzarra di una montagnetta coperta di verde.

Per ritrovarsi. Geometrie perfette, salite e discese, una rampa a spirale, un lago rotondo, siepi e panche sinuose delineano un percorso attraverso la storia dell’uomo, dividendo le aree del parco in tre mondi che rimandano alla Preistoria, la Storia e il Presente. Per finire un’area specifica è adibita a Giardino del Tempo: quello personale, quello da dedicarsi, quello dove riposarsi e riflettere, “ritrovandosi” – appunto – attraverso gli equilibri di questo giardino “zen” metropolitano.

Per ritrovare. Sulla cima della montagnetta conica chiamata “Helix” svetta una fontana e una scultura che rappresenta esattamente la doppia elica del DNA. Quello dei milanesi. Quello di una città che è nata e cresciuta grazie alla laboriosità delle sue industrie, quello di una città capace di risorgere sempre dalle proprie ceneri,  quello di una città pronta a rigenerarsi ogni volta in qualcosa di nuovo. E proprio quel DNA ci aiuta a ritrovare. I 70.000 mq di Parco Portello nascono infatti sull’area dismessa dagli anni 80 degli stabilimenti dell’Alfa Romeo. Le sue forme, precise come un motore ce lo raccontano e le macerie della fabbrica, come fu per quella di San Siro con le macerie di guerra,si sono trasformate nella già citata montagnetta. In cima, quindi, non poteva esserci che quel DNA.

Ma c’è una terza montagnetta a Milano sorta nello stesso modo: quella dei Ciliegi.

Ma questo è un altro post…

IMG_6954 IMG_5821 IMG_5815